Per una giustizia generazionale
L'Italia spende ogni anno il 15,2% del PIL in pensioni — €352 miliardi nel 2026, il valore più alto tra i paesi OCSE — mentre i giovani lavoratori percepiscono stipendi insufficienti e accumulano contributi che non vedranno mai. Chiediamo un riequilibrio urgente e strutturale.
Non è una questione di conflitto tra generazioni. È una questione di equità: un sistema che premia chi è già fuori dal mercato del lavoro a spese di chi ci sta entrando non è sostenibile — né socialmente, né economicamente.
«In Italia un pensionato su tre riceve più di quanto abbia versato in contributi nel corso dell'intera carriera.»
— OCSE, Pensions at a Glance 2025Un sistema costruito sulle spalle dei giovani
La spesa pensionistica italiana assorbe risorse che potrebbero finanziare istruzione, ricerca, infrastrutture e politiche per la natalità. Ogni euro destinato a pensioni superiori al contribuito versato è un euro tolto alle generazioni che verranno.
Un tetto proporzionale ai contributi versati
Chiediamo l'introduzione di un meccanismo che limiti le pensioni in eccesso rispetto ai contributi effettivamente versati, con un sistema di solidarietà minima garantita e un percorso graduale che tuteli i diritti acquisiti.
Dignità garantita per tutti, senza privilegi per nessuno
Ogni cittadino ha diritto a una pensione dignitosa. Ma «dignitosa» non significa illimitata. Proponiamo un massimale calibrato sul costo della vita, liberando risorse per chi oggi non arriva a fine mese.
Tre misure concrete.
Per chi lavora adesso.
Non chiediamo di colpire chi ha lavorato una vita. Chiediamo che smetta di essere normale che un giovane laureato guadagni meno del pensionato che ha lasciato il suo stesso posto.
Se hai meno di 40 anni, i tuoi contributi stanno pagando pensioni che non rivedrai mai a quegli importi. Il sistema contributivo introdotto nel 1995 ti darà un assegno molto più basso — ma il taglio vale solo per te, non per chi era già dentro. Questo non è sostenibile. È ingiusto.
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Misura 01 · Risparmio
Tetto alle pensioni d'oro
Un massimale mensile lordo di €5.000 per le pensioni retributive — quelle agganciate agli ultimi stipendi, non ai contributi versati. Riguarda circa 80.000 persone su 16 milioni di pensionati: lo 0,5%. Per tutti gli altri, zero cambiamenti.
Stima risparmio annuo: €1,2–1,8 mld -
Misura 02 · Equità
Stessa regola per tutti
Dal 1996 i nuovi pensionati ricevono solo quello che hanno versato. Chi era già in pensione prima segue ancora le vecchie regole. Chiediamo di estendere il sistema contributivo proporzionalmente alla parte non ancora maturata, senza toccare i diritti già acquisiti.
La legge Dini del 1995 lo prevedeva già -
Misura 03 · Futuro
Soldi ai giovani, non ai bilanci
Le risorse liberate — tra €3 e €5 miliardi l'anno — con vincolo di legge devono andare a: decontribuzione per chi assume under 35, pensioni minime portate sopra €700, fondo affitti e prima casa per lavoratori under 40. Niente fondi generici.
Vincolo di destinazione obbligatorio
Nessun partito · Nessun finanziamento · Solo cittadini
Il divario in cifre
Fonte: INPS, OCSE Pensions at a Glance 2025, Istat, DFP 2026 — dati aggiornati a maggio 2026| Indicatore | Valore | Confronto EU | Categoria |
|---|---|---|---|
| Pensione media mensile — nuove liquidazioni 2025 (INPS) | €1.240 | Dipendenti pubblici: €2.123/mese | Forte disparità interna |
| Stipendio medio netto under 35 (Istat/MEF 2025) | €1.170 | Media EU: ~€1.550 (Eurostat) | Sotto media EU |
| Spesa pensionistica / PIL 2026 (DFP 2026) | 15,2% — €352,4 mld | Media OCSE: 8,8% | 1° tra i paesi OCSE |
| Pensioni dipendenti pubblici — importo medio mensile | €2.123 | CTPS: €2.315/mese | Nettamente sopra media |
| Tasso disoccupazione giovanile 15–24 anni (marzo 2026) | 18,1% (Sud: 20,5%) | Media EU: ~14% (Eurostat) | Critico al Sud |
| Emigrazione totale 2024 — record storico (Istat) | 189.000 (+19% sul 2023) | Under 18–39: 103.000/anno | Fuga di talenti |